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Il borgo di Oriolo

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Arroccato su uno sperone di arenaria il borgo domina la valle del fiume Ferro. Il fiume, in passato noto come fiume Acalandro, era il confine fra i territori di Siri e Sibari. Sibari fu una delle più importanti città della Magna Grecia, fondata dagli Achei, nel periodo di maggior splendore governo su venticinque città e tra queste Oriolo. Inizialmente feudo dei Sanseverino da Salerno passò nel XVI secolo, al marchesato dei Pignone del Carretto per finire nel 1978 alla famiglia Soria.

Il castello, rifugio di tutta la popolazione, Di origine antichissime, il castello fu rifugio per la popolazione durante le invasioni barbariche nel 400. Terminate le scorribande, venendo a mancare la funzione primaria di difesa del territorio, subi un primo abbandono. Nel XV secolo, durante il periodo Bizantino, il ruolo di importante città dal punto di vista sia strategico che militare torno in auge. Ricostruito sulla pianta delle vecchie fondamenta con quattro torrioni angolari e una piccola corte interna, la città fortificata di Oriolo fu ricostruita per difendersi questa volta dalle invasioni saracene. Nel 1600 infatti, i pirati saraceni misero a ferro e fuoco diversi territori della Calabria, soprattutto lungo la costa ionica.

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Oggi, dopo il crollo avvenuto agli inizi del secolo scorso in seguito ad una frana, restano tre torri, compreso il mastio. In origine un ponte levatoio dava l'accesso al castello, in seguito fu eliminato e una scalinata col portale e lo stemma dei Pignone ne ha preso il posto. La chiesa di origine normanna, dedicata a San Giorgio, ospita al suo interno numerose opere d'arte. Le più importanti sono la statua della "Madonna col bambino" risalente al 1581, un organo risalente alla metà del settecento donato, forse, dalla regina di Spagna e l'altare di legno in stile barocco. Una delle due grandi campane risale al 1637. La Chiesa è anche custode di una preziosa reliquia relativa all'alluce di San Francesco.

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Insieme al castello,  la Chiesa Madre di Oriolo, sono stati dichiarati monumento nazionale dal Ministero dei Beni Culturali. Inserito tra i borghi più belli d'Italia, Oriolo dal 2016 fa parte anche de "I borghi più belli del Mediterraneo". Segnalato con la Bandiera arancione dal Touring Club Italiano, recentemente è stato inserito fra i diciotto borghi calabresi individuati per partecipare al nuovo progetto "Borghi-Viaggio Italiano" promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Photographer: Marcello Pitardi Tutte le foto sono di proprietà di © Marcello Pitardi

Oriolo
Agrifoglio

Agrifoglio

… il pastorello andrà alla divina capanna; un ramo d’agrifoglio sarà il suo omaggio.
Eccolo alla grotta. Si avvicina felice e confuso al bambino sorridente che sembra aspettarlo.
Ma che cosa avviene? Le gocce di sangue delle sue mani, ferite dalle spine, si trasformano in rosse palline, che si posano sui verdi rami dell’arbusto che egli ha colto per Gesù.

Piazza Plebiscito

Piazza del Plebiscito

La Basilica di S. Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito a Napoli è considerata tra i più importanti esempi di architettura neoclassica italiana, fu costruita nell’Ottocento per volontà di Ferdinando I delle Due Sicilie dopo la cacciata dalla città di Gioacchino Murat.

“In un solo momento può accadere ciò che non si sperava accadesse neppure in un anno.”
IMPERATORE FERDINANDO I D’ASBURGO

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Terre Calabresi

Nel giorno del ringraziamento voglio ringraziare tutti coloro che per un motivo o per un’altro hanno creduto in quello che sono.

Grazie.

 

On Thanksgiving I want to thank all those who for one reason or another have believed in what they are.

Thank you.

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Alla finestra

… dalla finestra vide  il treno attraversare la pianura e quando divenne un puntino lontano si trovo trasportata indietro nel tempo, quando la sua mano piccina stringeva forte quella del papà che l’aveva portata a vedere una vecchia FS 685.196 durante una rappresentazione storica…

da “Racconti” di Marcello Pitardi

La piana di Lamezia

Orizzonti

… mi fermai sul ciglio della strada ad aspettare che i cattivi pensieri fossero portati via dal vento e che il calore del tramonto riuscisse a riscaldare i piedi racchiusi nelle scarpe da mago che avevo comprato anni prima… da “Racconti” di Marcello Pitardi

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Castiglione Marittimo

Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiamo il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo.

Aldo Moro

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